Παρασκευή, 28 Νοεμβρίου 2014

Chiesa Cattolica Greca Vescovo Monsignore Sebastiano Rossolato



                                                                          Sourmena , 21/11/2014

                     
                                           Chiesa Cattolica Greca
                             Vescovo   Monsignore Sebastiano Rossolato


Reverendo Monsignore


Con grande amorevolezza voremmo comunicare, incontrarci con Lei in un altro campo, diverso moralmente, umanamente e cristianamente, in un successivo momento.
  Un inatteso svolgimento di fatti  il quale offende la memoria dei nostril morti, delle 353 migliaia di vittime del genocidio dei Pontiaci e la nostra dignità umana, ci impone di rivolgere a Lei questa lettera
  Nel museo della nostra associazione, al quale  Le invitiamo a visitare, è custodito quello che rimane dal corpo massacrato del sacerdote  cristiano ortodosso di Ilias Papailiadis. Una parte dei capelli  della sua testa. Contemporaneamente giunge alla nostra mente la nobile immagine del sacerdote cattolico italiano Andrea Santoro.
  Tanto Andrea Santoro che Ilias Papailiadis furono vittime di una ideologia di morte, quella del  kemalismo, la cui diversità rispetto al nazismo è che quest’ultimo agì per dieci anni, mentre il primo continua ad agire per un centenario. Sua vittima i milioni degli autoctoni popoli cristiani dell’Asia Minore come anche di musulmani. Ragioni geopolitiche, interessi e  opportunità, coprirono la natura genocida di questa ideologia. Per le stesse ragioni fu sistematicamente  disegnata una immagine sacra del suo creatore ,di Kemal.
  Queste ragioni tuttavia  si sono estinte e non si possono riprodurre e in più non possono essere mantenute dalla Chiesa dei credenti cristiani e da atti di omaggio verso un simbolo di morte com’è il mausoleo di Kemal ad Ancara.
   Siamo convinti che esistano spazi di tempo indispensabili per correggere questo errore storico.
   Riteniamo che l’argentino Papa Francesco, dal suo incontro nella terra del Sud America con le comunità degli autoctoni popoli dell’Asia Minore e della Mesopotamia abbia  avuto perfetta conoscenza intorno all’ideologia della violenza genocida la quale contribuì cosicché gente di questa regione storica nascessero a Trebisonda, a Van, a Ninevi, a Costantinopoli, a Smirne e morissero a Buenos Aires.
   Le inviamo inoltre due libri con titoli:
THE PONTIAN QUESTION IN THE UNITED NATIONS   
THE PONTIAN QUESTION AS EUROPEAN QUESTION
Includono in più, attività di solidarietà nei riguardi dei Pontiaci da parte di un’organizzazione non governativa di enorme prestigio internazionale, presidente della quale fu, per tanti anni, il compatriota del Padre Francesco e vincitore del premio Nobel per la Pace, unanista e intellettuale Adolfo Perez Esquivel.
Le preghiamo di inviare questi libri al Pontefice.
   Con i nostri più nobili sentimenti umani salutiamo con i sensi della nostra rispettosa considerazione.


          Il Presidente                                                      Il Segretario Generale
      
  



  
 Giorgos Stil. Sarafidis                                               Christos Pan. Yiantomidis